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Mi succede IN CONTINUAZIONE

da Rebecca Clements - Kinokofry

Intermission

A presto un vero e proprio post, per ora voglio solo riportare una cosa veramente saggia che ho letto sul blog del creatore di Love , un futuro MMO molto particolare. Quest'uomo sta creando un po' tutto il proprio gioco/prodotto/vita da solo, e mi ha colpito parecchio questa sua frase tra le tante: "Voglio spendere la mia vita a convincere il mondo che sono dotato di potenziale, o piuttosto a fare qualcosa di concreto?" Ora, non posso dire certo di vivere secondo questi dettami, perchè per me il successo, l'approvazione sono più necessari dell'ossigeno (e forse perchè sono un idiota insicuro, mi sono ritrovato a vivere in un ambiente quasi del tutto anossico), ma posso ancora capire quando qualcuno pone una domanda dannatamente giusta . Cercherò, se non altro, di applicarlo a Trackback .

Sono sempre stato d'accordo con TUTTO quello che ha mai detto quest'uomo

A man is a fool not to put everything he has, at any given moment, into what he is creating. You're there now doing the thing on paper. You're not killing the goose, you're just producing an egg. So I don't worry about inspiration, or anything like that. It's a matter of just sitting down and working. I have never had the problem of a writing block. I've heard about it. I've felt reluctant to write on some days, for whole weeks, or sometimes even longer. I'd much rather go fishing, for example, or go sharpen pencils, or go swimming, or what not. But, later, coming back and reading what I have produced, I am unable to detect the difference between what came easily and when I had to sit down and say, "Well, now it's writing time and now I'll write." There's no difference on paper between the two. – Frank Herbert Beh, è esattamente quello che ho sempre riscontrato anche io. Ma è tanto meglio quando si scrive di gusto, Frank.

Una citazione ogni tanto.

Che non è poi che io citi molto spesso su questo blog. "Tra le maggiori attrattive del viaggiare in moto, c'è la necessità di fare affidamento solo su ciò che hai messo nelle sacche e la scoperta che puoi fare di più con meno. Come Peter Matthiessen fece osservare in una intervista su un'attività analoga, tale condizione ci alleggerisce dei fardelli inutili che gravano sulla nostra esistenza: « Una delle ragioni per cui amo così tanto le barche è che mi costringono a ridurre tutto ai bisogni più essenziali; ed eccoti al timone di una piccola imbarcazione, senza un riparo, senza un passato, senza speranze per il futuro ». Forse è stato quando, in tempi remoti, abbiamo smesso di vagabondare abbandonando la caccia e la raccolta - si trattava, in ogni caso, di spostamenti modesti perché continui - e siamo divenuti stanziali, che le cose hanno cominciato a guastarsi sul serio. Adesso lottiamo per accumulare, seppellendoci sotto valanghe di oggetti e, così zavorrati, non riusc...