Mi trovo a scrivere di Pyre come di un libro perché questo videogame ha sicuramente più del romanzo interattivo che della simulazione fantasy sportiva che - paradossalmente - fornisce il 100% dell’azione durante l’esperienza di gioco. Alcune persone storceranno il naso a sentir parlare di sport, ma Pyre è evidentemente un gioco speciale. Supergiant Games ci ha abituato alle stranezze: i suoi altri due titoli, Bastion e Transistor, sono forse meno originali come gameplay ma altrettanto interessanti come storia e come scelta di metodo narrativo. Pyre sarebbe funestato tutto quello che potrei detestare: non mi hanno mai emozionato i giochi a squadre e storco il naso di fronte all’high fantasy, e sono i due poli attorno a cui la storia ruota. Pyre ti fa cambiare idea da subito sui tuoi preconcetti. Parte spiegando delle premesse minimaliste. Per il peccato di aver imparato a leggere, il protagonista (ovverosia il giocatore) viene bandito dal consesso Commonwealth, una società r...
perchè l'hallucigenia non è un'opinione