Un buon romanzo distopico di fantascienza, che non attutisce i colpi e
non si spaventa di fronte a messaggi molto chiari, rasserenati e resi
frizzanti da qualche vivace spruzzata di nichilismo. I personaggi sono
interessanti, anche se personalmente avrei gradito un po' più di
dialoghi con quelli di cui non si conosce il punto di vista, e non
avrebbe guastato un po' più di approfondimento su ciò che motiva la
protagonista. La trama è certamente interessante, le scene d'azione ben scritte, con un buon ritmo. Comprendo la scelta di una protagonista poco attiva per lunghe fasi del libro, ma neppure il cambio di punto di vista, consegnato a un coprotagonista molto differente, riesce a salvare completamente il dinamismo della zona centrale, in cui la nostra main character sceglie di interpretare il ruolo del budino. Probabilmente non è un difetto, bensì una feature, come direbbero nella Silicon Valley, del messaggio bieco e spietato dell'autrice.
Non inviterei a cena nessuno dei personaggi dei Superstiti di Ridian, ma proprio per questa ragione la storia ha sviluppato più potenza e rotondità. I libri non esistono unicamente per farti sentire a tuo agio, ma per far sentire a suo agio l'autore che così non se li deve portare come un peso sul cuore.
Quanto ai difetti pratici, onestamente Marta Duò ogni tanto è sibillina, e i suoi dialoghi qualche volta risultano legnosi. Ma sa scrivere, quindi si può perdonare tutto.
Originariamente pubblicato su Goodreads
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