— Sei mesi prima della nascita dei Pochi Dei, Tetrono arringa il Concilio di Viceste “Secoli interi sono trascorsi da quando i nervosi Akralliti partorirono la prima generazione di filosofi tanto curiosi da sondare le fondamenta del mondo. Furono essi coloro che inquietarono i Molti Dei. Gli Dei, lo sapete bene, sono usualmente silenziosi e indifferenti, e riesco a malapena a immaginare a quali oltraggi siano stati sottoposti fino a indignarsi! Lo scontro si è quietato solo dopo molti anni e molti tormenti, miei concittadini, e Statuti, Alleanze e Franchigie sancite e protette dalla tradizione hanno fatto sì che nessuno più si abbandonasse ad atti di oscena villania nei confronti dei veri padroni del mondo, che noi sempre onoriamo. Nessuno qui agita le dita col segno della latrina nei templi, né incita le proprie figlie a porgere le terga denudate agli idoli. E nessun Dio fa ingoiare a una Tarasca un intero contado né vomita una piaga di lucertole bavose sui nostri giacigli. Fino ad...
L’esperienza e la diligenza del buon lettore mi suggerirebbero che le opere il cui inizio è noioso, incomprensibile, poco fruibile o lento sono solo raramente destinate a cambiare ritmo più oltre, e che anche qualora lo facessero, risulta essere troppo tardi. Certo, abbiamo dei “soliti noti”. Aspettate che martelli le mie tesi sulla porta della chiesa : *thunk!* Non apprezzo particolarmente lo “scalino” della festa di Bilbo nel Signore degli Anelli *thunk!* specie quando seguita dalla violenza psicologica del Consiglio di Elrond *THUNK!* ma non è nulla in confronto al suicidio della narrativa che è l’inizio del Nome della Rosa *thunk!* parliamo poi della famosa lentezza narcolettica del Trono del Drago di Tad Williams — il cui protagonista più che un quattordicenne mi sembra sia affetto dai problemi del narratore di Fiori per Algernon . Eppure… tutti questi libri sfruttano l’inizio per catapultare il lettore consapevole e paziente nella vicenda. Questo prologo molto meta era per d...